Portale di Sessuologia - Direttore Scientifico: Dott. Prof. Giorgio BURDI



Disturbi dell'Identità di Genere

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L'identità di genere si forma con un delicatissimo processo che avviene sin dal concepimento e si sviluppa grazie a fattori biologici e ormonali e in seguito a fattori sociali, culturali e familiari nei primi 2- 3 anni di vita dell'individuo. Questo disturbo si ha quando la persona si identifica nel sesso opposto e desidera fortemente esserlo, questo procura grave disagio e senso di estraneità rispetto al proprio genere sessuale, il soggetto può desiderare di svolgere attività del sesso opposto, il disagio è presente nell'area sociale, affettiva, lavorativa e familiare. Questo disturbo si evince sia per i maschi che per le femmine con una tendenza per i bambini a rifiutare i giochi e i ruoli loro assegnati o l'abbigliamento. Il bambino è attratto da giochi femminili, vuol farsi crescere i capelli, cerca di usare accessori femminili, può urinare seduto e far finta di non avere il pene nascondendolo tra le gambe.

La bambina taglia i capelli corti e indossa abbigliamento maschile, gioca con i maschi e rifiuta giochi femminili, può arrivare a rifiutarsi di urinare seduta e rifiuta che le crescano i seni e vengano le mestruazioni. Quando raggiungono l'età adulta queste persone assumono comportamenti del sesso opposto, cercano di vestirsi e di apparire come tali (travestitismo). Alcuni intraprendono cure ormonali e altri fanno interventi chirurgici fino ad assumere le sembianze del sesso opposto. Alcuni uomini che sono già sposati e si rendono conto di tale desiderio in età adulta, elaborano fantasie durante i rapporti con la compagna immaginando di essere lesbiche o che la partner sia un uomo.

La diagnosi nei bambini e negli adolescenti va fatta dopo un lungo periodo di monitoraggio, i bambini possono rifiutare di andare a scuola, si isolano e rifiutano di svolgere attività con bambini dello stesso sesso spesso per paura di essere presi in giro. Gli adolescenti hanno forti difficoltà relazionali, problemi a scuola e in seguito problemi sul lavoro. I maschi tendono a rifiutare i ragazzi con disturbo dell'identità di genere e li escludono o deridono mentre le donne sono più tolleranti e non emarginano dal loro gruppo donne affette da tale disturbo. La società da sempre tende a identificare il genere sessuale di appartenenza per questioni di riproduzione della specie, oggi però indipendentemente dal fattore riproduttivo i ruoli assegnati a uomini e donne sono molto cambiati, ad esempio le donne svolgono lavori un tempo prerogativa degli uomini e viceversa. Molte persone affette da disturbo dell'identità di genere possono sviluppare ansia e depressione e tendono a diventare socialmente isolati, in alcuni casi gravi l'isolamento e l'emarginazione è tale da portare al suicidio.


Contenuti redatti da Giorgio Burdi

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